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FAQ — Hantavirus / MV Hondius

L'hantavirus Andes è contagioso tra persone?

Trasmissione da persona a persona dell'hantavirus Andes (ANDV): cosa dice la letteratura scientifica, perché è unico tra gli hantavirus, implicazioni per il focolaio MV Hondius.

L'hantavirus Andes è davvero trasmissibile tra persone?
Sì. ANDV è l'unico hantavirus con trasmissione interumana confermata in letteratura. Il primo cluster documentato fu l'epidemia di El Bolsón (Argentina) nel 1996, descritta da Wells et al. (Lancet 1997). Studi successivi hanno confermato la trasmissione in setting familiari e sanitari.
Come avviene la trasmissione interumana?
Aerosol respiratori in contesti di stretta convivenza, secrezioni biologiche, possibilmente la via fecale-orale in alcuni cluster. Il virus è stato isolato da saliva e feci di pazienti sintomatici. La trasmissione richiede contatto prolungato (>1h) o esposizione ad aerosol durante procedure mediche.
Qual è il rischio per il personale sanitario?
Documentato in più cluster. Il caso di Buenos Aires 2019 (Hakamata et al., Lancet ID 2020) ha visto contagi tra infermieri, anche con precauzioni standard. Il CDC raccomanda precauzioni airborne + contact per pazienti ANDV sospetti, con stanze a pressione negativa quando possibile.
Quanto è infettivo rispetto a SARS-CoV-2 o influenza?
R₀ stimato per ANDV in cluster: 0.7-1.3 (Martinez et al., NEJM 2020), inferiore a SARS-CoV-2 (~2-5 wild type) ma con CFR molto più alto. La trasmissione richiede stretti contatti — il rischio in setting sanitari ben protetti è bassissimo, ma il rischio in equipaggi/familiari è significativo.
Cosa significa questo per la MV Hondius?
Un focolaio su una nave da crociera è un setting ottimale per amplificazione: spazi chiusi, ventilazione condivisa, contatti ripetuti per giorni. Il numero di esposti potenziali (~270 a bordo) e la difficoltà di isolamento spiegano l'attenzione internazionale. WHO e ECDC monitorano per evidenza di trasmissione secondaria a terra (evacuati → comunità).
Esiste un vaccino o profilassi?
Nessun vaccino è approvato. Studi clinici di fase 1-2 su vaccini DNA (Hooper et al., Vaccines 2014, 2020) hanno mostrato immunogenicità ma non sono in licensure. Profilassi post-esposizione non esiste; il monitoraggio dei contatti per 32 giorni è lo standard di salute pubblica.